Laziali nel Mondo

 

 
 
 
 
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Ap – Dagli Usa

 

 

SARATOGA SPRING, 16 Set-tembre ’09 - «La nostra Associa-zione, per alleviare il tragico evento che colpì la meravigliosa zona dell’Aquila, inviò 5mila dollari che io, ed un gruppo di membri (Nella foto un gruppo dei racco-glitori), portammo ai preposti alla situa-zione. Scopo: ricostruire il magni-fico famoso organo della Chiesa di Santa Maria del Suffragio di L’Aquila.»

                                                                                                                                                                                                                 Sandra Serafini (foto sul podio), nata a Fontechiari (Frosinone), presidentessa del Club Laziali nel mondo per lo stato di New York, può vantare questo ed altro. Sandra Serafini sta lavorando attivamente per il gemellaggio della regione Lazio con lo stato di New York. e di Fiuggi con la magnifica città di Albany, capitale dello stato di N.Y. L’oriunda laziale sa anche giocare al golf, sciatrice ed equestre provetta.

«Ma questo è soltanto un hobby,» precisa Sandra Serafini, che ricopre una importante carica presso la Compagnia di assicurazioni Prudential. La dinamica italoamericana, emigrò con i genitori all’età di 14 anni stabilendosi nella città di Saratoga Spring, definita “miracolosa” per la sua sorgente d’acqua, assurta a metropoli con i suoi Musei, il Performance Art Center, i suoi ampi parchi e il ben noto ippodromo dove si
alternano puro sangue anche stranieri.Chiediamo:


 

Chi è il Presidente dei Laziali nel mondo?
 

«Il prof. Pasquale Bianchi di Fontechiari (foto) un instancabile Uomo che si occupa di promuovere la bellezza ed
il valore della cultura e la lingua italiana,creando l’opportunità di unire e lavoro agli oriundi consegnando l’eredita’ alla generazione futura.»
E la vostra vita trascorre soltanto tra impegni e lavoro?

«Abbiamo creato, questo è il terzo anno, anche il Carnevale italiano (Venezia) e potete immaginare l’interesse degli americani per lo spettacolo
e la stravaganza che non ha nulla da invidiare alla festa brasiliana. Gli oriundi laziali, come tanti altri dipendono dal Console generale d’Italia
a New York, ma i cittadini delle principali città del ciclopico Stato della Grande Mela vorrebbero avere un Vice Console, appunto a Saratoga, o ad Albany, e desiderano sempre più rendere visi- bili ed udibili, gli emigrati che non sono più i milioni di emigranti con tanto di bisaccia e coperte in spalla che scendevano ad Ellis Island, ma purtroppo ci han detto che mancano i fondi pertanto, se vogliamo parlare col Console, dobbiamo guidare 8 ore di andata e ritorno a New York.» Il patrio Governo si occupa abbastanza di voi?

«Non possiamo lamentarci ci seguono, poiché sanno di poter contare sui nostri progressi che cambiano tante situazioni una volta imbarazzanti.
Per esempio un tempo non si conosceva il MIT (Massachusset Institute Tecnology) dove operano ed insegnano medicina tanti oriundi italiani.
Insomma il progresso ha trasformato la fisionomia del povero derelitto giunto dall’Italia in personalità degne di menzione.»Dunque, tutto Ok per quanto riguarda il patrio governo.?

«Pensi questo. Oltre mille soci del club Laziali nel mondo del Canada e altrettanti dallo Stato della Grande Mela,
il club dei Laziali porteranno una percentuale di questi anziani in Italia, che contribuirà con una certa percentuale
onde allestire una società sempre più numerosa e forte.»Ma il club Laziali nel mondo è l’unico punto d’appoggio per gli italo
americani nello stato di New York?

«Vi sono tanti altri club di minore... “portata” che svolgono attività pro cultura e lingua italiana, come la Società dei “Sons of Italy”
di Schenectady, ad un tiro di fucile da Saratoga, diretto dalla attivissiva segretaria Dolores Scalisi, che tiene in vita anche un programma
televisivo centrato sulla cultura e cucina italiana. Un club molto attivo in verità,» conclude Serafini.Dolores Scalisi, figlia di calabresi
da Pianopoli (Catanzaro) dirige, col presidente Lou Fazzani, il club di circa 500 iscritti al Sons of Italy il quale offre un programma vasto e vario.
Da segnalare il mese di ottobre con “L’Italian eritage” inteso a promuovere l’interesse degli americani del passato e presente della nostra Patria.

Senza dubbio c’è da essere orgogliosi di fronte a simili dimostrazioni di italianità nel Nuovo Continente.

LINO MANOCCHIA
 

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